
COMUNICATO STAMPA UFFICIALE
Collegno, lì 17/04/2026
FILT CGIL, FIT CISL E UILTRASPORTI INSIEME AD AMAZON ITALIA LOGISTICA PROCLAMANO UN ACCORDO STORICO
Accordo “storico” o… storica fregatura?
“Amazon, accordo storico con i sindacati in Italia; dal turno famiglia al divieto di controlli a distanza.”
Con questo titolo, in data 9 aprile 2026, le sigle FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI hanno annunciato al mondo un traguardo definito “storico”. Ma a chi conosce davvero il modello Amazon, come la scrivente Segreteria, qualcosa non torna.
Prima domanda (quella che nessuno fa): dov’è l’accordo?
Se siamo davvero di fronte a una “vittoria storica”, ci aspetteremmo un elemento basilare:
Dov’è il testo dell’accordo firmato da Amazon e dai sindacati?
- Perché non è stato reso pubblico?
- Perché i lavoratori, diretti interessati, non possono leggerlo?
- Perché si comunica una “svolta epocale” senza mostrare il contenuto reale?
Nel mondo del lavoro, gli accordi si giudicano sui testi, non sui comunicati.
E qui, ad oggi, il testo non esiste pubblicamente.
Ambito reale: un accordo “storico” … per un solo sito
Va inoltre chiarito un punto fondamentale: l’accordo riguarda esclusivamente il sito FCO1 di Passo Corese.
Ci chiediamo quindi quale sia il valore “storico” di un’intesa:
- non estesa agli altri siti italiani (oltre 13),
- non applicata alla filiera,
- non strutturale.
Il grande annuncio: stop ai controlli a distanza
Secondo i firmatari, l’accordo introdurrebbe: il divieto di controllo a distanza dell’attività lavorativa
Un’affermazione che, se reale, sarebbe effettivamente rivoluzionaria, anche alla luce dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori.
Ma allora chiediamo:
- Scompariranno i badges integrati con sistema NFC (Near Field Communication) che permetterebbe, grazie ai numerosi rilevatori, di monitorare la posizione, all’interno dei magazzini di ogni Lavoratore?
- Verranno dismessi i software che monitorano performance e produttività in tempo reale, in uso al management, che indicano, per ogni singolo Lavoratore, dove svolge l’attività, con quali risultati, quante volte si ferma e per quanto tempo?
- Stop alle telecamere FISSE su ogni postazione di lavoro?
- Limitazione delle telecamere allo stretto necessario e non una totale copertura delle aree interne comprese mensa e break-room?
Perché, nel frattempo, Amazon dichiara esattamente il contrario: conferma l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza per sicurezza, patrimonio e funzionamento degli impianti.
Quindi la domanda è semplice: Dov’è questo divieto, se i sistemi di controllo restano tutti attivi?
Equilibrio vita-lavoro… con il calendario alla mano
Passiamo ora alle “novità” che dovrebbero migliorare la vita dei lavoratori.
SWAP e SWITCH
Strumenti che, sulla carta, consentirebbero flessibilità. Lo SWAP “consentirebbe” di cambiare la turnazione secondo le esigenze dei singoli Lavoratori. Mentre, lo SWITCH: “consentirebbe” di cambiare il giorno di riposo con uno lavorativo secondo le esigenze dei singoli Lavoratori.
Nella pratica, vediamo quali sono le regole per usufruire del c.d. SWAP:
- La richiesta deve essere effettuata con almeno 2 (due) settimane di anticipo;
- La richiesta NON può essere fatta per più settimane consecutive;
- La richiesta non può essere effettuata se si è già chiesto uno SWITCH;
- L’approvazione (o rifiuto) non sarà motivato e non è dato sapere con quale logica o calcolo sarà concesso o negato, lasciando la scelta alla totale arbitrarietà personale del management di Amazon. “Un po’ di discriminazione non guasta mai”.
Vediamo invece cosa prevede lo SWITCH:
- La richiesta deve essere effettuata con 2 (due) settimane di anticipo;
- La richiesta non può essere fatta per 2 giorni consecutivi.
- La richiesta non può essere effettuata se c’è una richiesta di SWAP pendente;
- L’approvazione (o rifiuto) non sarà motivato e non è dato sapere con quale logica o calcolo sarà concesso o negato, lasciando la scelta alla totale arbitrarietà personale del management di Amazon.
Tradotto: la flessibilità esiste… se e quando lo decide l’azienda.
UTO – Urgent Time Off
Il capolavoro.
Un sistema pensato per gestire gli imprevisti. “Consentendo” ai lavoratori di richiedere un permesso giornaliero last minute. Peccato che, anche in questo caso, Amazon mette dei “paletti” che sono dettati dal Destino!!! Perché anche gli “imprevisti”, devono accadere rispettando certe regole.
Nel dettaglio:
- Gli imprevisti non possono essere più di 4 (quattro) nell’anno solare;
- Gli imprevisti devono essere massimo 1(uno) a trimestre;
- Se non hai avuto imprevisti nel trimestre… non puoi cumulare UTO non usufruiti nei trimestri successivi;
- L’imprevisto non deve capitare di sabato e domenica, e nel caso il Lavoratore operi nella stamperia di TRN2, l’imprevisto non deve capitare nemmeno di venerdì;
- Poi vi sono alcuni giorni nel trimestre in cui non può assolutamente avvenire un imprevisto. A titolo indicativo nel trimestre aprile-maggio-giugno 2026 l’imprevisto non deve capitare nei giorni: 7-24-30 aprile e nei giorni 1-2-3-22-23-24-25-26 giugno.
- In sostanza ogni lavoratore è espressamente pregato di concordare “gli Imprevisti” con il proprio Fato!
In sostanza:
anche gli imprevisti devono rispettare il calendario aziendale Amazon.
Altro che flessibilità.
Qui siamo alla pianificazione del caso fortuito.
Turno famiglia: davvero una novità?
Il cosiddetto “turno famiglia” viene presentato come una conquista. Ma esiste già un quadro normativo chiaro:
- Legge n. 53/2000;
- strumenti di conciliazione vita-lavoro già previsti;
Quindi la domanda è: è una conquista… o una semplice formalizzazione di ciò che già dovrebbe essere garantito?
La verità: cosa cambia davvero?
Tolta la narrazione, resta questo: nessun intervento sulle condizioni di lavoro e sui carichi connessi all’attività lavorativa; nessuna limitazione concreta ai sistemi di controllo; nessuna estensione a livello nazionale, ma soprattutto… nessun verbale di accordo scritto reso pubblico e alla portata dei lavoratori.
In definitiva, è stato formalizzato ciò che già esiste. Non è cambiato nulla.
In conclusione
Definire “storico” un accordo di questo tipo è, nel migliore dei casi, una forzatura. Nel peggiore: mera narrativa propagandistica.
ALA non contesta il principio del confronto sindacale.
Ma contesta una narrazione che:
- amplifica risultati limitati;
- omette contraddizioni evidenti;
- non mette i lavoratori nelle condizioni di valutare davvero.
E soprattutto: continuerà a chiedere la pubblicazione integrale dell’accordo.
Perché senza testo,
senza trasparenza,
senza confronto reale,
non esistono vittorie.
Solo marketing.