Sciopero ALA: inizia la Terza Fase della Mobilitazione

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LO SCIOPERO ALA

LA TERZA FASE DELLA MOBILITAZIONE È INIZIATA

Negli ultimi mesi diversi lavoratori dei siti Amazon hanno segnalato criticità relative alle condizioni di lavoro e alla gestione disciplinare. Di fronte a queste segnalazioni ALA – Associazione Libera Associates ha avviato un percorso di tutela che non si limita alla mobilitazione sindacale.

Oltre a ricordare tutte le Motivazioni alla base dell’intero ciclo di protesta messo in atto in questi mesi, vogliamo fare un rapido elenco di tutte le iniziative mosse dall’organizzazione nel solo mese di febbraio.

Dall’inizio del 2026

Ricorsi
  • Ricorsi Avverso Giudizio di Idoneità del Medico competente = 4;
  • Ricorso per Anti-sindacalità;
  • Ricorso sull’Abuso del Potere Disciplinare;
  • Ricorso sull’utilizzo improprio dell’immagine dei rappresentanti legali di ALA da parte di altre OO.SS.
Esposti e Segnalazioni
  • Esposto su Salute e Sicurezza nei luoghi adibiti ai bisogni fisiologici della persona (Bagni);
  • Esposto e segnalazione su Salute e Sicurezza per inquinamento acustico fuori norma (Musica);
  • Esposto sul corretto posizionamento delle Timbratrici agli ingressi;
  • Segnalazione/Denuncia sulla corretta Gestione della Documentazione Formativa in azienda;
Audizioni e Procedure Arbitrali
Procedimenti Disciplinari gestiti nel 2025185
Annullati dall’azienda per insussistenza dell’addebito6
Annullati in Ispettorato del lavoro a seguito di Arbitrato57
Derubricati a sanzioni inferiori120
Sanzione confermata2
Presi in carico nel 202612
Arbitrali in attesa di Giudizio29
Sciopero e Contestazioni
Lettere di Contestazione relative allo Sciopero, intercettate e Gestite da ALA28

Per le quali sono state inviate 28 Diffide a procedere relativamente a “presunte” sospensioni unilaterali dei termini da parte delle aziende;

Reintegra del Segretario Generale ALA — Massimo Carli

A 18 mesi dal licenziamento illegittimo del nostro Segretario Generale – Massimo Carli – La CdA di Torino si è pronunciata in data 04/02/2026 a favore del ricorso promosso dal Segretario e seguito egregiamente dallo Studio Bisacca/Spanò, perno giuridico della nostra associazione.

Tutti i dettagli: QUI
Nuovi Servizi e Convenzioni

Siamo lieti di anticiparvi che entro la metà del 2026 saranno attivate nuove convenzioni e servizi per gli associati ALA e familiari. Primo tra tutti il servizio ALA-CAF. Su cui la Segreteria sta lavorando intensamente per offrirvi il miglior servizio possibile. Approfondimenti a seguire.

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Si tratta spesso di un lavoro poco visibile ma fondamentale per portare all’attenzione delle istituzioni ciò che accade nei luoghi di lavoro. Parallelamente ALA ha continuato a richiedere alle aziende l’apertura di un confronto sulle problematiche segnalate, ma di fronte a queste richieste Ad oggi le aziende perseguono nella loro decisione di non voler avviare un tavolo di confronto strutturato. ha avviato un percorso di tutela che non si limita alla mobilitazione sindacale.

Per tutti questi motivi è stata proclamata la Terza Fase di scioperi ALA.

La mobilitazione inizialmente si articolerà in due fasi.

20 – 21 – 22 – 23
Marzo 2026

Per l’intero turno lavorativo, indipendentemente dal tipo di contratto applicato (che si tratti di Full-Time o Part-Time)

27 – 28 – 29 – 30
Marzo 2026

Per l’intero turno lavorativo, indipendentemente dal tipo di contratto applicato (che si tratti di Full-Time o Part-Time)

6 – 7
Aprile 2026

Per l’intero turno lavorativo, indipendentemente dal tipo di contratto applicato (che si tratti di Full-Time o Part-Time)

10 – 11 – 12 – 13
Aprile 2026

Per l’intero turno lavorativo, indipendentemente dal tipo di contratto applicato (che si tratti di Full-Time o Part-Time)

17 – 18 – 19 – 20
Aprile 2026

Per l’intero turno lavorativo, indipendentemente dal tipo di contratto applicato (che si tratti di Full-Time o Part-Time)

24 – 25 – 26 – 27
Aprile 2026

Per l’intero turno lavorativo, indipendentemente dal tipo di contratto applicato (che si tratti di Full-Time o Part-Time)

2 – 3 – 4
Maggio 2026

Per l’intero turno lavorativo, indipendentemente dal tipo di contratto applicato (che si tratti di Full-Time o Part-Time)

8 – 9 – 10 – 11
Maggio 2026

Per l’intero turno lavorativo, indipendentemente dal tipo di contratto applicato (che si tratti di Full-Time o Part-Time)

Chi può aderire allo sciopero?

Tutti i Lavoratori ISCRITTI e NON ISCRITTI ad un sindacato.

Quando posso scioperare?

Nei giorni pubblicati in calendario, a scelta, tra uno o più giorni, per l’intero turno di lavoro indipendentemente dal tipo di contratto che hai (Full/Part-Time).

A quali conseguenze vado incontro, se aderisco allo sciopero?

Nessuna. Non verranno pagate le ore di sciopero svolte.

Perdo il buono pasto?

Sì. L’adesione alla/e giornata/e di sciopero scelte ti farà perdere anche il buono pasto.

Devo avvisare qualcuno?

Non sei obbligato, ma per “correttezza” potresti farlo.

Cosa faccio se mi viene detto che l’azienda prenderà provvedimenti nei miei confronti se aderisco allo sciopero?

Innanzitutto, mantieni la calma! Spesso, chi ti fornisce queste false informazioni è Egli/Essa stesso/a preda di false informazioni.

Sii indulgente… a tutti capita di sbagliare.

Tuttavia, tieni traccia di chi ti fornisce questo tipo di feedback, quando ed in che contesto ti viene fornito, e cosa ti dice esattamente. Successivamente scrivi alla tua segreteria di competenza:

Manda una mail con le informazioni richieste e con un breve racconto di ciò che è accaduto. Verrai successivamente contattato dalla segreteria per opportuni approfondimenti ed indagini. Insieme decideremo le azioni da intraprendere in merito.

Una delle osservazioni emerse tra alcuni lavoratori riguarda la modalità dello sciopero. È importante chiarire un punto.

Gli scioperi non sono strumenti statici. Ma si evolvono nel tempo. Le modalità vengono adattate in base a diversi fattori:

  • I risultati ottenuti dalle iniziative precedenti;
  • Le iniziative legali ed istituzionali in corso;
  • Le contromosse aziendali;
  • L’impatto organizzativo delle azioni di mobilitazione.

In altre parole, uno sciopero non sostituisce il precedente: lo sviluppa. La mobilitazione sindacale è infatti una strategia composta da più strumenti.

  • Azioni Sindacale;
  • Iniziativa Legali;
  • Intervento Istituzionale;
  • Supporto e Sostegno dei Lavoratori con la Mobilitazione.

La proclamazione dello sciopero si inserisce quindi in un percorso più ampio che ALA sta portando avanti sia sul piano sindacale sia su quello legale e istituzionale. Un percorso che continuerà nei prossimi mesi. E di cui vi terremo prontamente informati in caso di aggiornamenti.

Le Motivazioni: Diritti, non Pretese

Le ragioni dello sciopero non sono teoriche, ma concrete. Non parliamo di ideologia, ma di quotidianità:

  • Modalità di timbratura in entrata e in uscita dal luogo di lavoro, come previsto dalle normative, senza costringere i lavoratori a “regalare” minuti e tempo personale non riconosciuto.
  • Pausa di 30 minuti effettiva, garantita a tutti, indipendentemente dal reparto.
  • Riconoscimento del “tempo tuta” per chi lavora con equipaggiamenti e dispositivi (figure indirette di processo, RME, AFM, ecc.). Il tempo di vestizione non è tempo personale, è tempo di lavoro.
  • Applicazione corretta dell’art. 54bis del CCNL per il pagamento della mutua.
  • Riconoscimento professionale per gli Specialisti di Processo.
  • Stop alla ghettizzazione dei colleghi sordi e reale inclusività aziendale.
  • Fine degli abusi su Ferie, Permessi ROL e Permessi Ex Festività.
  • Trasparenza sui criteri di assegnazione del “Turno Speed” e del “Turno Famiglia”.
  • Reale job rotation e corretta gestione dei carichi di lavoro.
  • Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro trattate con serietà, non come formalità.
  • Riconoscimento dei buoni pasto anche nei giorni di ferie, come previsto dalle più recenti pronunce della Cassazione.
  • Stop agli abusi disciplinari nell’applicazione dell’art. 2106 del Codice Civile.

Nulla di tutto questo è “rivoluzionario”: sono diritti minimi già scritti nel CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione e nelle leggi vigenti.

ALA chiede soltanto che vengano rispettati.

In molti siti Amazon stanno ancora circolando voci fuorvianti, o fantasiose varianti:

«Lo sciopero è illegittimo.»

«Chi sciopera rischia provvedimenti disciplinari o addirittura il licenziamento.»

Si tratta di false informazioni, spesso diffuse per paura o per convenienza.

Sì. Qualcuno ha ricevuto contestazioni disciplinari… ma quante di queste contestazioni sono divenute SANZIONI?

Ve lo diciamo noi: NESSUNA.

L’articolo 40 della Costituzione riconosce il diritto di sciopero e la normativa vigente stabilisce che lavoratori e qualsiasi sigla sindacale può proclamarlo, se esistono motivazioni chiare e una base collettiva di lavoratori che lo sostengono. Non serve avere un “Marchio Storico” per difendere i diritti: serve essere uniti e sapere cosa si sta facendo.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n.11347/2025) ha ribadito che un licenziamento comminato per la partecipazione a uno sciopero legittimo è nullo, anche se lo sciopero non è organizzato da un grande sindacato tradizionale.

ALA rispetta in modo quasi maniacale le procedure previste dalla legge, proprio per proteggere ogni singolo lavoratore che decide di aderire.

La nostra parola d’ordine è una sola: trasparenza.

Spieghiamo le regole, le mettiamo nero su bianco, le pubblichiamo sul sito e restiamo disponibili a rispondere alle domande di chiunque voglia capire meglio. Non chiediamo fiducia al buio: vogliamo che ogni lavoratore possa verificare da sé cosa sta accadendo.

Se sei un lavoratore Amazon, iscritto o meno a un sindacato, hai il diritto di:

  • informarti in modo corretto,
  • scegliere in piena libertà,
  • partecipare alle forme di mobilitazione collettiva.

Non serve essere “autorizzati” per chiedere rispetto: serve capire che non sei solo.

Più siamo, più siamo forti. Quando la forza appartiene a molti, diventa giustizia collettiva.

Migliaia di lavoratori stanno già scegliendo il dialogo e la dignità

Lo sciopero promosso da ALA nasce dal basso, unendo lavoratori di diversi siti e reparti. Non è uno scontro fine a sé stesso, ma un atto collettivo di dignità e trasparenza.

Ogni giorno, sempre più persone scelgono di informarsi, aderire, partecipare alle assemblee e contribuire a costruire un cambiamento reale.

Hai aderito allo sciopero o partecipato a un’assemblea ALA? Raccontaci la tua storia. Puoi farlo nei commenti, durante le assemblee o in forma anonima.

La tua voce è parte della nostra forza collettiva.

Scrivici a:

Ogni volta che condividi questo articolo, aiuti un lavoratore a capire che non è solo. E quando le persone scoprono di non essere sole, iniziano a cambiare le cose.

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ALA è la voce dei lavoratori che non si arrendono.

Scopri di più su: www.associazioneliberaassociates.it

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Comunicato Stampa Ufficiale del 08 febbraio 2026

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Comunicati Ufficiali

LA CORTE D’APPELLO DI TORINO ANNULLA IL LICENZIAMENTO DI MASSIMO CARLI

Riconosciuta la piena legittimità di ALA e dell’attività sindacale svolta

La Corte d’Appello di Torino – Sezione Lavoro – con sentenza n. 47/2026 depositata il 6 febbraio 2026, ha annullato il licenziamento illegittimo comminato da Amazon Italia Logistica s.r.l. al Segretario Generale di ALA – Associazione Libera Associates – Sig. Massimo Carli, disponendone la reintegrazione nel posto di lavoro.

La decisione rappresenta una affermazione netta e inequivocabile dei principi fondamentali di libertà sindacale, respingendo i tentativi di delegittimazione di ALA e di compressione dell’attività sindacale posti in essere dall’azienda.

La Corte ha riconosciuto che ALA è un’organizzazione sindacale pienamente legittima, dotata di uno statuto coerente, di finalità sindacali concrete e di un’attività effettiva, ed il Sig. Massimo Carli riveste una carica sindacale di livello nazionale, con pieno titolo all’esercizio delle prerogative previste dall’ordinamento.

Il fulcro della pronuncia risiede nell’affermazione di un principio di diritto di particolare rilievo: l’aspettativa sindacale prevista dall’art. 31 della Legge n. 300/1970 costituisce un diritto POTESTATIVO, che non richiede la rappresentatività del sindacato né la sottoscrizione del contratto collettivo applicato in azienda. Nessuna disposizione consente al datore di lavoro di subordinare l’esercizio di tale diritto a criteri contrattuali o a valutazioni discrezionali.

Questa pronuncia assume un valore che travalica il singolo caso, riaffermando con forza che lo Statuto dei Lavoratori prevale su ogni interpretazione restrittiva di fonte contrattuale e che la libertà sindacale non può essere compressa attraverso cavilli formali, pressioni organizzative o provvedimenti disciplinari.

ALA accoglie questa decisione come la conferma della piena legittimità del proprio operato e come un segnale chiaro rivolto a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori: i diritti sindacali sono tutelati dall’ordinamento e possono essere esercitati anche da organizzazioni sindacali autonome, non riconducibili ai tradizionali assetti confederali.

La sentenza della Corte d’Appello di Torino rappresenta un precedente di assoluto rilievo per il mondo del lavoro e per tutte le realtà sindacali che operano con serietà, autonomia e determinazione nella tutela dei diritti, della dignità e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori.

Qui di seguito la sentenza integrale della Corte d’Appello di Torino depositata in data 06 febbraio 2026

Per ulteriori approfondimenti

Sciopero ALA: un atto collettivo di dignità e trasparenza

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LO SCIOPERO ALA

un atto collettivo di dignità e trasparenza

Negli ultimi mesi sono state spese molte parole sullo sciopero proclamato da ALA – Associazione Libera Associates. Alcune corrette, altre volutamente distorte.

Con questo articolo vogliamo spiegare con chiarezza cosa stiamo facendo, perché lo stiamo facendo e soprattutto chi siamo davvero. E vogliamo affidare questo compito al nostro collega di MXP3 – Valentin:

Periodo di sciopero
Dal 28 Settembre 2025 al 10 Gennaio 2026

ALA ha proclamato uno sciopero sindacale che coinvolge i siti Amazon in tutta Italia.

Si tratta di uno sciopero flessibile, pensato per permettere a ogni lavoratore di scegliere come aderire:

  • da un minimo di 30 minuti consecutivi per turno,
  • fino all’intera durata del turno,
  • indipendentemente che il contratto sia full-time o part-time.

In molti magazzini, reparti e turni, sono sempre di più i lavoratori che decidono di fermarsi, anche solo per mezz’ora, per dire una cosa semplice:

VOGLIAMO RISPETTO!!!

Le ragioni dello sciopero non sono teoriche, ma concrete. Non parliamo di ideology, ma di quotidianità:

  • Modalità di timbratura in entrata e in uscita dal luogo di lavoro, come previsto dalle normative, senza costringere i lavoratori a “regalare” minuti e tempo personale non riconosciuto.
  • Pausa di 30 minuti effettiva, garantita a tutti, indipendentemente dal reparto.
  • Riconoscimento del “tempo tuta” per chi lavora con equipaggiamenti e dispositivi (figure indirette di processo, RME, AFM, ecc.). Il tempo di vestizione non è tempo personale, è tempo di lavoro.
  • Applicazione corretta dell’art. 54bis del CCNL per il pagamento della mutua.
  • Riconoscimento professionale per gli Specialisti di Processo.
  • Stop alla ghettizzazione dei colleghi sordi e reale inclusività aziendale.
  • Fine degli abusi su Ferie, Permessi ROL e Permessi Ex Festività.
  • Trasparenza sui criteri di assegnazione del “Turno Speed” e del “Turno Famiglia”.
  • Reale job rotation e corretta gestione dei carichi di lavoro.
  • Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro trattate con serietà, non come formalità.
  • Riconoscimento dei buoni pasto anche nei giorni di ferie, come previsto dalle più recenti pronunce della Cassazione.
  • Stop agli abusi disciplinari nell’applicazione dell’art. 2106 del Codice Civile.

Nulla di tutto questo è “rivoluzionario”: sono diritti minimi già scritti nel CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione e nelle leggi vigenti.

ALA chiede soltanto che vengano rispettati.

In molti siti Amazon stanno circolando voci fuorvianti:

«Lo sciopero è illegittimo.»

«Chi sciopera rischia provvedimenti disciplinari o addirittura il licenziamento.»

Si tratta di false informazioni, spesso diffuse per paura o per convenienza.

L’articolo 40 della Costituzione riconosce il diritto di sciopero e la normativa vigente stabilisce che lavoratori e qualsiasi sigla sindacale può proclamarlo, se esistono motivazioni chiare e una base collettiva di lavoratori che lo sostengono. Non serve avere un “Marchio Storico” per difendere i diritti: serve essere uniti e sapere cosa si sta facendo.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n.11347/2025) ha ribadito che un licenziamento comminato per la partecipazione a uno sciopero legittimo è nullo, anche se lo sciopero non è organizzato da un grande sindacato tradizionale.

ALA rispetta in modo quasi maniacale le procedure previste dalla legge, proprio per proteggere ogni singolo lavoratore che decide di aderire.

La nostra parola d’ordine è una sola: trasparenza.

Spieghiamo le regole, le mettiamo nero su bianco, le pubblichiamo sul sito e restiamo disponibili a rispondere alle domande di chiunque voglia capire meglio. Non chiediamo fiducia al buio: vogliamo che ogni lavoratore possa verificare da sé cosa sta accadendo.

ALA non è un soggetto calato dall’alto. Non è una struttura distante dalla realtà dei magazzini.

ALA è composta da lavoratori come te, che timbrano ogni giorno, che vivono turni, carichi, difficoltà e stanchezza sulla propria pelle.

È questo che chiamiamo CONDIVISIONE: la forza di una voce che non arriva da un palco, ma dallo stesso piano in cui ti trovi tu. Un collega che ti parla ha un peso diverso da chi non ha mai vissuto il tuo lavoro.

Quando un lavoratore racconta perché ha deciso di aderire allo sciopero, la sua esperienza vale più di qualsiasi slogan.

Mi sono fermato 30 minuti, non per protesta fine a sé stessa, ma per rispetto di me stesso.

G.P. – FCO1

Non ho paura, perché so di non essere sola.

A.L. – MXP5

Queste non sono frasi inventate: sono pensieri che abbiamo ascoltato in tante chiamate, confronti e messaggi privati.

Sono la prova concreta del SOSTEGNO e della FIDUCIA che molti dei tuoi colleghi stanno già concedendo a questo sciopero.

Lo sciopero ALA non nasce per dividere, ma per unire e costruire.

È la risposta dei lavoratori a un dialogo che l’azienda continua a rifiutare. È un modo pacifico, legittimo e trasparente per dire basta agli abusi, alle incoerenze e alla mancanza di ascolto.

Ogni partecipazione conta, anche la più piccola. Anche quei 30 minuti che qualcuno definirebbe “insignificanti” fanno la differenza.

La forza dei molti non si misura nel rumore, ma nella costanza:

  • ogni mezz’ora scioperata è una voce che si aggiunge al coro;
  • ogni adesione è un tassello che rende più forte l’intero gruppo;
  • ogni scelta consapevole rompe un po’ di più il muro dell’indifferenza.

ALA continuerà a pubblicare documenti, risposte ricevute e tutte le prove della propria correttezza sindacale.

Tutto ciò che facciamo è visibile e verificabile. Chi racconta bugie si nasconde, chi dice la verità la mostra.

E noi abbiamo scelto di mostrarla, sempre.

Se sei un lavoratore Amazon, iscritto o meno a un sindacato, hai il diritto di:

  • informarti in modo corretto,
  • scegliere in piena libertà,
  • partecipare alle forme di mobilitazione collettiva.

Non serve essere “autorizzati” per chiedere rispetto: serve capire che non sei solo.

Più siamo, più siamo forti. Quando la forza appartiene a molti, diventa giustizia collettiva.

Migliaia di lavoratori stanno già scegliendo il dialogo e la dignità

Lo sciopero promosso da ALA nasce dal basso, unendo lavoratori di diversi siti e reparti. Non è uno scontro fine a sé stesso, ma un atto collettivo di dignità e trasparenza.

Ogni giorno, sempre più persone scelgono di informarsi, aderire, partecipare alle assemblee e contribuire a costruire un cambiamento reale.

Hai aderito allo sciopero o partecipato a un’assemblea ALA? Raccontaci la tua storia. Puoi farlo nei commenti, durante le assemblee o in forma anonima.

La tua voce è parte della nostra forza collettiva.

Scrivici a:

Ogni volta che condividi questo articolo, aiuti un lavoratore a capire che non è solo. E quando le persone scoprono di non essere sole, iniziano a cambiare le cose.

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ALA è la voce dei lavoratori che non si arrendono.

Scopri di più su: www.associazioneliberaassociates.it

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Comunicato Stampa Ufficiale del 30 ottobre 2025

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Comunicati Ufficiali

ALA DÀ VOCE AI LAVORATORI

al via le assemblee NON RETRIBUITE all’esterno dei siti Amazon.

A seguito della chiusura al dialogo da parte di Conftrasporto e Amazon Italia Logistica S.r.l., ALA – Associazione Libera Associates annuncia l’apertura di una tornata di assemblee sindacali non retribuite in tutti i siti Amazon.

Le assemblee si svolgeranno all’esterno dei luoghi di lavoro, nelle aree pubbliche limitrofe agli stabilimenti, e saranno aperte a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro iscrizione ad ALA.

«Poiché l’azienda continua a negare la possibilità di tenere assemblee all’interno dei propri siti – dichiara Massimo Carli, Segretario Generale ALA – abbiamo deciso di portare la voce dei lavoratori all’esterno, nei luoghi dove nessuno può zittirla. Lo sciopero non è un fine – ancorché legittimo – ma il mezzo che Amazon stessa ci ha imposto per farci ascoltare. ALA vuole restituire spazio, parola e dignità ai lavoratori.»

Massimo Carli, Segretario Generale ALA

Durante le assemblee, i lavoratori potranno confrontarsi liberamente sui temi che hanno dato origine alla mobilitazione (a titolo esemplificativo e non esaustivo):

  • trasparenza dei sistemi di timbratura e rilevazione oraria;
  • rispetto dei 30 minuti effettivi di pausa;
  • riequilibrio delle prassi disciplinari;
  • sicurezza, rispetto e pari trattamento di tutti i lavoratori nei luoghi di lavoro.

ALA invita tutti i lavoratori del comparto Amazon a partecipare attivamente, in un clima di confronto civile e costruttivo, per dare forza e partecipazione a una voce collettiva che nasce dai lavoratori e guarda al futuro.

Il calendario completo delle assemblee sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito ufficiale dell’Associazione: www.associazioneliberaassociates.it

Per ulteriori approfondimenti

Comunicato Stampa Ufficiale del 27 ottobre 2025

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ALA tende la mano, Conftrasporto ed Amazon la rifiutano

ALA – Associazione Libera Associates comunica di aver ricevuto, in data 22 ottobre 2025, la risposta ufficiale di Conftrasporto, per conto di Amazon Italia Logistica S.r.l., in merito alla propria nota del 20 ottobre con la quale l’Associazione aveva espresso la disponibilità ad aprire un tavolo di confronto costruttivo e urgente sui temi oggetto della mobilitazione sindacale in corso.

La risposta dell’associazione datoriale, tuttavia, si è tradotta in una chiusura totale al dialogo, ribadendo che ALA non verrebbe riconosciuta come interlocutore legittimo in quanto non firmataria del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, e rifiutando così ogni forma di incontro con i rappresentanti dell’Associazione.

ALA prende atto con rammarico di tale posizione, che appare incoerente rispetto ai principi di correttezza e buona fede nelle relazioni industriali, e contraddittoria rispetto allo spirito stesso dello sciopero proclamato: un’iniziativa che ha sempre avuto come fine primario quello di riaprire il dialogo e migliorare le condizioni di lavoro nei siti Amazon italiani, non di alimentare conflitti sterili.

«Lo sciopero – dichiara il Segretario Generale Massimo Carli – non è mai stato per ALA un atto ostile – ancorché legittimo – ma uno strumento per richiamare l’attenzione su problematiche reali che meritano ascolto e soluzioni condivise. Se Conftrasporto e Amazon scelgono la chiusura, si assumono la responsabilità di negare ai lavoratori la possibilità di partecipare al cambiamento attraverso il dialogo.»

Massimo Carli, Segretario Generale ALA

ALA ribadisce la propria totale disponibilità al confronto, convinta che solo il dialogo trasparente e il rispetto reciproco possano restituire equilibrio e dignità ai rapporti di lavoro nel settore logistico.

Tutta la corrispondenza intercorsa tra ALA e Conftrasporto è consultabile ai seguenti link:

Corrispondenza tra ALA e Conftrasporto

Comunicato Stampa Ufficiale del 28 settembre 2025

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Piemonte in prima linea: ALA proclama lo sciopero nazionale dei lavoratori Amazon

dal 28 settembre 2025 al 10 gennaio 2026

L’Associazione Libera Associates (ALA) annuncia la proclamazione di uno sciopero nazionale che coinvolgerà tutti i siti Amazon in Italia. La mobilitazione parte dal Piemonte, regione che rappresenta la culla di ALA e dei suoi primi insediamenti sindacali, e si estende a livello nazionale con l’obiettivo di dare voce ai lavoratori dell’intera filiera logistica.

Perché lo sciopero

Lo sciopero nasce dalla necessità di contrastare, tra le tante problematiche:

  • Carichi di lavoro insostenibili e crescente pressione sui ritmi produttivi;
  • Problemi di sicurezza nei magazzini e mancanza di adeguate tutele per gli addetti;
  • Orari di lavoro rigidi e penalizzanti, con poca attenzione alla conciliazione vita-lavoro;
  • Disinformazione e fake news diffuse da parte di alcune sigle sindacali e dell’azienda, volte a screditare la legittimità della mobilitazione.

ALA ribadisce che lo sciopero è stato proclamato nel pieno rispetto delle norme di legge (L. 146/90) e del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, a tutela dei lavoratori e senza alcun rischio di illegittimità.

Il ruolo del Piemonte

Il Piemonte è il cuore di questa iniziativa:

  • Qui si trovano importanti poli logistici Amazon (Torrazza Piemonte, Novara, Agognate Brandizzo, Vercelli) che rappresentano migliaia di lavoratori;
  • Da qui è nata ALA, con la sua promessa di rappresentanza trasparente, indipendente e libera da compromessi;
  • Da qui parte il segnale che si estende a tutti i siti nazionali, per dare forza unitaria a chi troppo spesso non si sente ascoltato.

Trasparenza e partecipazione

Fin dal primo giorno ALA ha scelto la trasparenza come principio guida: ogni fase dello sciopero è stata comunicata pubblicamente tramite il sito ufficiale, con documenti e smentite puntuali alle notizie false diffuse da altri attori.

L’obiettivo è chiaro: restituire ai lavoratori la dignità di scegliere, informati e consapevoli.

Per ulteriori approfondimenti