Comunicato Stampa Ufficiale del 04 ottobre 2026

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AMAZON, ALA PROCLAMA LO SCIOPERO NAZIONALE

Al centro della mobilitazione salute, condizioni di lavoro, retribuzione, tempi e rispetto dei diritti

ALA – Associazione Libera Associates proclama una nuova mobilitazione che coinvolgerà le lavoratrici e i lavoratori del comparto Amazon in Italia, da domenica 11 ottobre 2026 a sabato 10 aprile 2027.

Lo sciopero sarà articolato secondo le modalità previste dal verbale di conciliazione sottoscritto davanti al Tribunale di Ivrea il 24 luglio 2026, attraverso astensioni di 1 ora o 2 ore a inizio e fine turno oppure dell’intero turno, per lavoratori Full-Time e Part-Time.

La decisione arriva dopo mesi di segnalazioni, richieste di intervento e iniziative sindacali su problematiche che ALA raccoglie quotidianamente nei luoghi di lavoro.

Non parliamo di questioni astratte. Parliamo delle condizioni nelle quali migliaia di persone lavorano ogni giorno.

1. Salute e Sicurezza non Possono Rimanere sulla Carta

Amazon dichiara di adottare sistemi di rotazione dei ruoli finalizzati anche alla prevenzione del sovraccarico biomeccanico.

ALA continua tuttavia a ricevere segnalazioni di lavoratori interessati da problematiche muscolo-scheletriche, anche rilevanti, e di persone che incontrano difficoltà e tempi eccessivamente lunghi prima di ottenere un’effettiva assegnazione a ruoli compatibili con le limitazioni certificate.

Per ALA questo impone una domanda semplice: se la prevenzione funziona, perché continuiamo a incontrare così tanti lavoratori che denunciano problemi legati al sovraccarico muscolo-scheletrico?

La job rotation non può ridursi a un principio organizzativo dichiarato. Deve essere concretamente efficace nella prevenzione dei rischi e deve tenere conto delle condizioni individuali del lavoratore.

Analoghe criticità vengono segnalate nella gestione della sorveglianza sanitaria e delle visite presso il medico competente, che non possono trasformarsi in un costo organizzativo e temporale trasferito sul lavoratore attraverso visite collocate al di fuori dell’orario di lavoro senza un adeguato riconoscimento.

Quando viene formulato un giudizio di idoneità con prescrizioni o limitazioni, inoltre, il suo recepimento nell’organizzazione concreta del lavoro deve essere tempestivo. Non è accettabile che il lavoratore debba affrontare un lungo percorso prima di vedere effettivamente adattata la propria mansione.

2. Il Tempo di Lavoro deve Essere Tempo Retribuito

Nei siti di Amazon Italia Logistica permane la questione dei tempi di entrata e uscita dallo stabilimento.

ALA contesta un’organizzazione nella quale il punto di rilevazione della presenza non coincide con l’effettivo ingresso e uscita dallo stabilimento, con la conseguenza che una parte del tempo necessario per raggiungere o lasciare la postazione di lavoro rimane fuori dall’orario retribuito.

A questo si aggiunge la questione del tempo necessario alla vestizione e svestizione degli equipaggiamenti richiesti per determinate attività, quando tali operazioni vengono svolte necessariamente al di fuori dell’orario registrato.

Sono minuti.

Ma sono minuti ogni giorno, per migliaia di lavoratori.

E il tempo dei lavoratori ha un valore.

Lo stesso principio riguarda la pausa contrattuale di 30 minuti: non è sufficiente che esista sulla carta o che venga registrata dal sistema. Deve poter essere fruita integralmente ed effettivamente, indipendentemente dal reparto, dalla mansione e dalla distanza necessaria per raggiungere le aree di pausa.

3. Ammalarsi non può Diventare una Colpa

Da tempo ALA chiede inoltre chiarezza sui criteri adottati dalle aziende nella gestione economica della malattia e, in particolare, nell’applicazione degli artt. 63 e 77 del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione e dei relativi criteri riguardanti il trattamento dei periodi di malattia e di carenza.

Si tratta di richieste formulate più volte proprio perché il lavoratore deve essere messo nelle condizioni di comprendere quale disciplina gli venga applicata e secondo quali criteri venga determinata la propria retribuzione durante la malattia.

A queste questioni si aggiungono numerose testimonianze raccolte da ALA da parte di lavoratori ai quali, al rientro dalla malattia, sarebbero state richieste dal management spiegazioni sulle ragioni dell’assenza.

Il lavoratore deve naturalmente rispettare gli obblighi previsti dalla legge e dal contratto collettivo in materia di comunicazione dell’assenza, certificazione, reperibilità e controlli.

Altra cosa è sentirsi chiamati a giustificare informalmente perché ci si è ammalati.

Ancora più delicate sono le testimonianze di lavoratori che riferiscono di aver percepito una correlazione tra la frequenza delle assenze per malattia e successive difficoltà nell’accesso a cambi turno, trasferimenti o altri strumenti organizzativi.

ALA non intende trasformare testimonianze individuali in conclusioni prive di riscontro.

Proprio per questo chiediamo ad Amazon Italia Logistica e Amazon Italia Transport di chiarire un punto molto semplice:

la quantità o la frequenza delle assenze per malattia di un lavoratore viene utilizzata, direttamente o indirettamente, come parametro nelle decisioni riguardanti cambi turno, trasferimenti, ferie, permessi o altri istituti e opportunità aziendali?

Crediamo che i lavoratori abbiano diritto a una risposta chiara.

4. Inclusione Significa Poter Partecipare Davvero

Amazon rivendica da tempo politiche orientate all’inclusione e all’impiego delle persone con disabilità.

La presenza di lavoratori con disabilità nei siti rappresenta certamente un elemento importante. Ma assumere una persona con disabilità non significa automaticamente includerla.

Le esperienze portate all’attenzione di ALA, in particolare da lavoratori sordi, raccontano ancora difficoltà nella comunicazione, nell’accesso alle informazioni e nella piena partecipazione alla vita lavorativa.

L’inclusione non può essere misurata soltanto attraverso il numero delle assunzioni.

Deve essere percepita ogni giorno dalle persone che lavorano.

5. Vita e Lavoro Devono Poter Coesistere

Ferie, permessi, cambi turno e strumenti aziendali destinati alla conciliazione tra vita privata e lavoro continuano a essere oggetto di numerose segnalazioni.

ALA chiede che questi strumenti siano governati attraverso criteri trasparenti, comprensibili ed equamente applicati, riducendo quanto più possibile margini di discrezionalità che possono produrre trattamenti differenti tra lavoratori che si trovano in condizioni analoghe.

La conciliazione vita-lavoro non può essere soltanto un principio dichiarato.

Per chi ha figli, familiari da assistere, esigenze sanitarie o semplicemente la necessità di organizzare la propria vita, sapere quando e secondo quali criteri una richiesta può essere accolta rappresenta una condizione essenziale.

6. Maggiori Responsabilità Devono Significare Maggiore Riconoscimento

All’interno dei siti esistono inoltre lavoratori ai quali vengono affidate, formalmente o di fatto, attività caratterizzate da maggiori responsabilità operative.

ALA ritiene necessario verificare che alle attività effettivamente svolte corrispondano inquadramento, riconoscimento professionale e trattamento economico coerenti con le mansioni concretamente esercitate, con particolare attenzione alle figure che assumono funzioni specialistiche o responsabilità di processo.

Non è sufficiente attribuire una responsabilità.

Occorre anche riconoscerla.

7. Uno Stipendio non può Essere una Sorpresa Ogni Mese

Continuano inoltre a pervenire ad ALA segnalazioni relative ad anomalie nelle buste paga, che costringono i lavoratori a controllare mensilmente la correttezza delle somme ricevute e, in alcuni casi, ad attendere i cicli retributivi successivi per ottenere la sistemazione delle differenze contestate.

Dietro una busta paga errata non c’è semplicemente un numero.

C’è una persona che deve pagare un affitto o un mutuo, le bollette, la spesa e le necessità della propria famiglia.

Per questo ALA chiede procedure di verifica e correzione rapide, trasparenti ed efficaci, affinché eventuali anomalie non finiscano per diventare un problema economico del lavoratore.

8. Quando il Disciplinare Diventa Pressione

ALA assiste inoltre con crescente frequenza lavoratori destinatari di contestazioni disciplinari riguardanti anche micro-ritardi, comportamenti di minima entità, modalità operative o episodi sui quali vengono contestate la ricostruzione dei fatti, la proporzionalità dell’intervento o i criteri utilizzati dall’azienda.

Il potere disciplinare è uno strumento previsto dall’ordinamento e dal contratto collettivo.

Proprio per questo deve essere esercitato con rigore, proporzionalità e nel pieno rispetto delle garanzie del lavoratore.

Quando il procedimento disciplinare diventa una presenza ricorrente nella quotidianità lavorativa, il rischio è quello di generare un clima nel quale anche un errore minimo, pochi minuti o un comportamento privo di conseguenze concrete possano essere percepiti come potenziale origine di un nuovo procedimento.

Lavorare non può significare lavorare con la costante paura di essere sanzionati.

9. Queste sono le Ragioni dello Sciopero

Il 15 settembre ALA ha nuovamente formalizzato ad Amazon Italia Logistica e Amazon Italia Transport numerose criticità presenti nei rispettivi siti, chiedendo l’apertura urgente di un confronto finalizzato alla ricerca di soluzioni concrete.

Ma i problemi che abbiamo posto non nascono il 15 settembre.

Sono il risultato di mesi di segnalazioni, assistenza ai lavoratori, contestazioni, richieste di chiarimento e situazioni che continuano a ripresentarsi nei luoghi di lavoro.

E soprattutto non riguardano soltanto gli iscritti ALA.

Riguardano il lavoratore che ogni giorno percorre minuti non retribuiti prima o dopo la timbratura.

Riguardano chi non riesce a fruire integralmente della propria pausa.

Riguardano chi convive con una limitazione sanitaria e attende che la propria mansione venga realmente adattata.

Riguardano chi si ammala e non vuole sentirsi sotto osservazione per avere esercitato un diritto.

Riguardano chi non riesce a conciliare il turno con la propria famiglia.

Riguardano chi svolge maggiori responsabilità senza vederle riconosciute.

Riguardano chi apre la busta paga e deve ancora una volta chiedersi se i conti siano corretti.

Riguardano chi riceve una contestazione disciplinare per un episodio che considera sproporzionato rispetto alla reazione aziendale.

Riguardano tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro appartenenza sindacale o dalla scelta di non aderire ad alcuna organizzazione.

ALA non considera lo sciopero un obiettivo.

Lo sciopero è uno strumento

La funzione di un sindacato è tutelare i lavoratori, pretendere il rispetto delle norme e del contratto collettivo e cercare soluzioni ai problemi che emergono nei luoghi di lavoro.

Il confronto rimane sempre la strada preferibile quando è capace di produrre risposte concrete.

Quando invece i problemi continuano a ripetersi e sono i lavoratori a subirne quotidianamente le conseguenze, il sindacato ha il dovere di mettere a loro disposizione gli strumenti collettivi previsti dall’ordinamento.

Dall’11 ottobre, scioperiamo.

Non contro il lavoro.
Ma perché il lavoro deve rispettare chi lo svolge.

ALA rimane disponibile in qualsiasi momento all’apertura di un confronto con Amazon Italia Logistica e Amazon Italia Transport finalizzato ad affrontare concretamente le problematiche alla base della mobilitazione.

ALA – Associazione Libera Associates
Segreteria Generale

Come aderire, modalità e domande frequenti: tutte le informazioni sullo sciopero ALA.

Comunicato Stampa Ufficiale del 06 agosto 2026

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AMAZON RITIRA LO SCONTRO GIUDIZIARIO CON ALA

Nessuna sanzione disciplinare per i lavoratori che hanno aderito agli scioperi

ALA – Associazione Libera Associates comunica che si è concluso con un accordo conciliativo il procedimento promosso da Amazon Italia Logistica davanti al Tribunale di Ivrea.

È opportuno ricordare un dato fondamentale: non è stata ALA ad avviare il contenzioso. È stata Amazon a citare in giudizio la nostra Organizzazione Sindacale chiedendo che venisse dichiarata l’illegittimità degli scioperi proclamati da ALA.

Oggi quel procedimento si conclude senza alcuna pronuncia che dichiari illegittimi gli scioperi e con una conciliazione raggiunta su proposta della stessa azienda, maturata nel corso del giudizio.

L’accordo sottoscritto contiene alcuni principi di assoluto rilievo.

Innanzitutto, le parti danno reciprocamente atto che lo sciopero costituisce un diritto garantito dalla Costituzione.

Inoltre, Amazon riconosce espressamente di non avere alcun rilievo da sollevare rispetto alle modalità con cui ALA ha successivamente proclamato gli scioperi, caratterizzati da una preventiva individuazione della durata dell’astensione dal lavoro.

Ma il risultato più importante riguarda direttamente i lavoratori.

Amazon ha infatti dichiarato che nessun profilo disciplinare deriverà ai lavoratori che hanno partecipato agli scioperi oggetto del procedimento, ponendo definitivamente fine ad ogni conseguenza disciplinare collegata a quelle iniziative sindacali.

ALA considera questo risultato un’importante tutela concreta per tutti coloro che hanno esercitato il proprio diritto di sciopero e una conferma dell’importanza di difendere tale diritto nelle sedi opportune.

ALA non è nata per fare scioperi. La nostra missione è tutelare i lavoratori, far rispettare il CCNL e pretendere la corretta applicazione delle norme. Lo sciopero è uno strumento di garanzia previsto dalla Costituzione, non un obiettivo. Ogni nostra iniziativa è sempre preceduta dalla volontà di ricercare un confronto costruttivo con l’azienda. Quando però il dialogo non consente di risolvere le criticità segnalate dai lavoratori, il sindacato ha il dovere di utilizzare gli strumenti che l’ordinamento gli mette a disposizione per difenderne i diritti.

Il nostro impegno proseguirà con la stessa determinazione di sempre.

Questa vicenda dimostra un principio semplice. Quando un’organizzazione sindacale è pronta a difendere fino in fondo le proprie ragioni davanti a un Tribunale, il confronto può produrre risultati concreti per i lavoratori.

ALA continuerà a farlo, con indipendenza, determinazione e responsabilità.

Comunicato Stampa Ufficiale del 02 luglio 2026

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A.L.A. DIFFIDA AMAZON

Lo sciopero è un diritto, non può essere subordinato ad alcuna comunicazione preventiva

ALA – Associazione Libera Associates ha trasmesso ad Amazon Italia Logistica S.r.l. ed Amazon Italia Transport S.r.l. una formale diffida in merito alle modalità con cui, secondo numerose segnalazioni ricevute dai lavoratori, verrebbe gestita l’adesione allo sciopero proclamato dall’Organizzazione Sindacale.

In particolare, ALA contesta ogni prassi aziendale volta a subordinare il riconoscimento dell’adesione allo sciopero ad una comunicazione preventiva del lavoratore o, peggio ancora, a qualificare come assenza ingiustificata l’adesione comunicata successivamente all’inizio dello sciopero.

Tale impostazione, secondo ALA, è priva di fondamento normativo.

Il diritto di sciopero è garantito dall’articolo 40 della Costituzione ed i lavoratori non sono tenuti a comunicare preventivamente la propria adesione, salvo i casi espressamente previsti dalla legge, che non ricorrono nella fattispecie.

Proprio per evitare che un comportamento suggerito ai soli fini della tutela documentale dei lavoratori venga impropriamente trasformato in un obbligo di fatto, ALA ha revocato ogni precedente indicazione volta ad invitare i lavoratori ad aprire casi MyHR o ad effettuare comunicazioni successive all’adesione allo sciopero.

L’Organizzazione Sindacale ritiene infatti che tali comunicazioni, nate esclusivamente come strumento di tutela probatoria, non possano essere utilizzate dall’azienda per introdurre surrettiziamente obblighi che l’ordinamento non prevede né consente.

Contestualmente, ALA ha formalmente diffidato Amazon dal qualificare come assenze ingiustificate le mancate prestazioni lavorative, totali o parziali, coincidenti con le giornate e le fasce orarie interessate dagli scioperi proclamati dall’Organizzazione Sindacale, in assenza di elementi oggettivi idonei a ricondurre tali assenze ad una causa diversa dall’esercizio del diritto di sciopero.

ALA continuerà a vigilare sul pieno rispetto delle libertà sindacali e del diritto costituzionale di sciopero, riservandosi di adire tutte le sedi competenti qualora dovessero essere poste in essere condotte idonee ad ostacolarne o limitarne l’esercizio.

Comunicato Stampa Ufficiale del 25 maggio 2026

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A.L.A. PROCLAMA LA QUARTA FASE DI SCIOPERO NAZIONALE

dal 7 Giugno 2026 al 12 Settembre 2026

L’Associazione Libera Associates (A.L.A.) annuncia l’avvio della quarta fase di mobilitazione nazionale dei lavoratori del Gruppo Amazon, con la proclamazione di uno sciopero che si svolgerà dal 7 giugno al 12 settembre 2026.

La decisione arriva a seguito del mancato riscontro alle reiterate richieste di confronto avanzate dall’organizzazione sindacale e del perdurare di criticità già formalmente segnalate in materia di condizioni di lavoro, sicurezza e organizzazione aziendale.

UNO SCIOPERO STRUTTURATO E INEQUIVOCABILE

Questa nuova mobilitazione è stata definita con modalità ancor più chiare e coordinate, al fine di garantire piena trasparenza del corretto esercizio del diritto costituzionale di sciopero.

Lo sciopero potrà essere esercitato nelle seguenti modalità:

  • Ingresso posticipato di 2 ore esatte rispetto all’inizio del turno;
  • uscita anticipata di 2 ore esatte rispetto alla fine del turno;
  • astensione per l’intero turno di lavoro.

GARANZIE E RESPONSABILITÀ

L’azione di sciopero sarà esercitata nel rispetto della normativa vigente e dei principi giurisprudenziali in materia, garantendo:

  • la tutela della sicurezza delle persone;
  • la salvaguardia degli impianti;
  • il rispetto delle attività indispensabili.

RISULTATI CONCRETI: IL CASO VERCELLI

L’azione sindacale di A.L.A. ha già prodotto risultati tangibili.

Presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Biella-Vercelli, i lavoratori che impugnavano sanzioni disciplinari erano tenuti a sostenere un costo minimo di 125 euro, equiparato a quello aziendale.

A seguito di un confronto diretto con la Direzione dell’Ispettorato, è stata ottenuta una revisione della prassi:

  • il costo massimo per il lavoratore è stato ridotto a 50 euro;
  • la restante quota resta a carico dell’azienda.

Un risultato che rende più accessibile il diritto di difesa e allinea il territorio di Biella-Vercelli agli standard già applicati a Torino-Aosta.

APERTURA AL DIALOGO

A.L.A. ribadisce la propria disponibilità ad avviare un confronto immediato con l’azienda, riservandosi di rimodulare o sospendere l’azione di sciopero in presenza di una reale apertura negoziale.

UNA MOBILITAZIONE NECESSARIA

La quarta fase di sciopero rappresenta una risposta concreta all’assenza di dialogo e alla necessità di tutela collettiva dei lavoratori.

Quando il confronto viene sistematicamente ignorato, lo sciopero resta l’unico strumento legittimo per riequilibrare il rapporto tra lavoratori e azienda.

Per ulteriori approfondimenti

Comunicato Stampa Ufficiale del 06 maggio 2026

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ARBITRATI PIU’ ACCESSIBILI PER I LAVORATORI NEL TERRITORIO DI VERCELLI

Non più spese arbitrali insostenibili per i lavoratori

ALA – Associazione Libera Associates comunica un importante risultato ottenuto sul territorio di Biella-Vercelli nell’ambito delle procedure arbitrali relative alle controversie disciplinari nel dipartimento di Amazon Logistica di Vercelli – MXP3.

Fino a poco tempo fa, i lavoratori che decidevano di attivare un Collegio di Conciliazione e Arbitrato presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro si trovavano spesso ad affrontare costi elevati pari a 125,00 €.

Grazie al confronto avviato da ALA con gli enti territoriali competenti, è stata introdotta una modalità di ripartizione dei compensi arbitrali che riduce significativamente il peso economico a carico del lavoratore, fissando il contributo ad un limite massimo di 50,00 € e attribuendo la quota principale alla società datrice di lavoro.

Questa impostazione è già operativa nelle prime procedure arbitrali avviate sul territorio.

ALA ribadisce che il diritto alla difesa deve essere realmente accessibile e non può essere limitato da ostacoli economici o procedurali. Per questo motivo l’associazione continuerà a promuovere iniziative finalizzate a rendere più efficaci e fruibili gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento. Il risultato ottenuto rappresenta un passo concreto verso una maggiore accessibilità delle procedure arbitrali e conferma come un’azione sindacale indipendente e orientata alla tutela dei lavoratori possa produrre effetti pratici e immediatamente applicabili.

Per ulteriori approfondimenti

Riduzione costi arbitrato lavoratori Vercelli

lavoratori esultanti davanti ad un bersaglio centrato da una freccia con titolo_obbiettivo centrato
Tutele & Diritti

Meno costi per i lavoratori nei Collegi Arbitrali: risultato ottenuto da ALA a Vercelli

Fino a pochi mesi fa, difendersi attraverso un Collegio di Conciliazione e Arbitrato significava affrontare costi paragonabili a quelli dell’azienda. Ora non è più così.

Area
Biella · Vercelli
Categoria
Logistica & Lavoro
Risultato chiave
Max 50 € a carico del lavoratore
50 €

Spesa massima per il lavoratore

La nuova ripartizione fissa un tetto alle spese arbitrali a carico del lavoratore. Il resto è a carico della società datrice di lavoro.

Cos’è il Collegio di Conciliazione e Arbitrato

Il Collegio di Conciliazione e Arbitrato è uno strumento previsto dall’ordinamento che consente al lavoratore di contestare sanzioni disciplinari e affrontare una controversia in una sede terza, indipendente da quella aziendale.

La procedura permette di discutere il provvedimento disciplinare davanti a un collegio composto da tre figure distinte:

Rappresentante del Lavoratore

Designato dal lavoratore o dall’organizzazione sindacale

Rappresentante dell’Azienda

Nominato dalla società datrice di lavoro

Terzo Membro Imparziale

Figura super partes con funzione decisoria

L’obiettivo è verificare la correttezza della contestazione disciplinare e tentare una soluzione conciliativa o arbitrale della controversia. Per molti lavoratori rappresenta uno degli strumenti di difesa più importanti previsti dallo Statuto dei Lavoratori.

Perché Molti Lavoratori Rinunciano ad Attivarlo

Nella pratica, la risposta è semplice: I COSTI. Tra compensi arbitrali, spese organizzative, trasferte e perdita di ore lavorative, l’importo totale poteva risultare economicamente insostenibile per chi lavora nel dipartimento di Amazon Logistica di Vercelli – MXP3.

Uno strumento formalmente previsto dalla legge rischiava di diventare poco accessibile nella pratica quotidiana. In diversi casi il lavoratore si trovava a sostenere costi vicini o addirittura comparabili a quelli dell’azienda, nonostante l’evidente differenza di forza economica tra le parti.

Il risultato era un effetto di rinuncia sistematica: molti preferivano non attivare la procedura pur di evitare ulteriori spese, anche quando avevano valide ragioni per difendersi.

Il Risultato Ottenuto da ALA sul Territorio

ALA ha affrontato apertamente questa criticità sul territorio di Biella-Vercelli (Leggi QUI il comunicato stampa e i documenti relativi), aprendo un confronto diretto con gli enti competenti per rendere più equilibrata e sostenibile la ripartizione delle spese arbitrali.

Nuova ripartizione delle spese arbitrali
Quota massima lavoratore
50 €
Quota principale
A carico del datore di lavoro

Un cambiamento concreto che riduce sensibilmente il peso economico dell’accesso alla tutela arbitrale, rendendo lo strumento realmente fruibile da chi ne ha più bisogno.

Un Risultato Concreto, non uno Slogan

ALA ritiene che il diritto alla difesa non debba trasformarsi in un costo sproporzionato per il lavoratore. Questo risultato sul territorio di Vercelli è un passo concreto verso una accessibilità indiscriminata agli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.

Perché i diritti esistono davvero solo quando possono essere esercitati. E rendere accessibile la difesa significa intervenire non solo sulle norme, ma anche sugli ostacoli economici e pratici che troppo spesso impediscono alle persone di tutelarsi fino in fondo.

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Comunicato Stampa Ufficiale del 17 aprile 2026

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FILT CGIL, FIT CISL E UILTRASPORTI INSIEME AD AMAZON ITALIA LOGISTICA PROCLAMANO UN ACCORDO STORICO

Accordo “storico” o… storica fregatura?

Amazon, accordo storico con i sindacati in Italia; dal turno famiglia al divieto di controlli a distanza.

Con questo titolo, in data 9 aprile 2026, le sigle FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI hanno annunciato al mondo un traguardo definito “storico”. Ma a chi conosce davvero il modello Amazon, come la scrivente Segreteria, qualcosa non torna.

Prima domanda (quella che nessuno fa): dov’è l’accordo?

Se siamo davvero di fronte a una “vittoria storica”, ci aspetteremmo un elemento basilare:

Dov’è il testo dell’accordo firmato da Amazon e dai sindacati?

  • Perché non è stato reso pubblico?
  • Perché i lavoratori, diretti interessati, non possono leggerlo?
  • Perché si comunica una “svolta epocale” senza mostrare il contenuto reale?

Nel mondo del lavoro, gli accordi si giudicano sui testi, non sui comunicati.

E qui, ad oggi, il testo non esiste pubblicamente.

Ambito reale: un accordo “storico” … per un solo sito

Va inoltre chiarito un punto fondamentale: l’accordo riguarda esclusivamente il sito FCO1 di Passo Corese.

Ci chiediamo quindi quale sia il valore “storico” di un’intesa:

  • non estesa agli altri siti italiani (oltre 13),
  • non applicata alla filiera,
  • non strutturale.

Il grande annuncio: stop ai controlli a distanza

Secondo i firmatari, l’accordo introdurrebbe: il divieto di controllo a distanza dell’attività lavorativa.

Un’affermazione che, se reale, sarebbe effettivamente rivoluzionaria, anche alla luce dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori.

Ma allora chiediamo:

  • Scompariranno i badges integrati con sistema NFC (Near Field Communication) che permetterebbe, grazie ai numerosi rilevatori, di monitorare la posizione, all’interno dei magazzini di ogni Lavoratore?
  • Verranno dismessi i software che monitorano performance e produttività in tempo reale, in uso al management, che indicano, per ogni singolo Lavoratore, dove svolge l’attività, con quali risultati, quante volte si ferma e per quanto tempo?
  • Stop alle telecamere FISSE su ogni postazione di lavoro?
  • Limitazione delle telecamere allo stretto necessario e non una totale copertura delle aree interne comprese mensa e break-room?

Perché, nel frattempo, Amazon dichiara esattamente il contrario: conferma l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza per sicurezza, patrimonio e funzionamento degli impianti.

Quindi la domanda è semplice: Dov’è questo divieto, se i sistemi di controllo restano tutti attivi?

Equilibrio vita-lavoro… con il calendario alla mano

Passiamo ora alle “novità” che dovrebbero migliorare la vita dei lavoratori.

SWAP e SWITCH

Strumenti che, sulla carta, consentirebbero flessibilità. Lo SWAP “consentirebbe” di cambiare la turnazione secondo le esigenze dei singoli Lavoratori. Mentre, lo SWITCH: “consentirebbe” di cambiare il giorno di riposo con uno lavorativo secondo le esigenze dei singoli Lavoratori.

Nella pratica, vediamo quali sono le regole per usufruire del c.d. SWAP:

  • La richiesta deve essere effettuata con almeno 2 (due) settimane di anticipo;
  • La richiesta NON può essere fatta per più settimane consecutive;
  • La richiesta non può essere effettuata se si è già chiesto uno SWITCH;
  • L’approvazione (o rifiuto) non sarà motivato e non è dato sapere con quale logica o calcolo sarà concesso o negato, lasciando la scelta alla totale arbitrarietà personale del management di Amazon. “Un po’ di discriminazione non guasta mai”.

Vediamo invece cosa prevede lo SWITCH:

  • La richiesta deve essere effettuata con 2 (due) settimane di anticipo;
  • La richiesta non può essere fatta per 2 giorni consecutivi.
  • La richiesta non può essere effettuata se c’è una richiesta di SWAP pendente;
  • L’approvazione (o rifiuto) non sarà motivato e non è dato sapere con quale logica o calcolo sarà concesso o negato, lasciando la scelta alla totale arbitrarietà personale del management di Amazon.

Tradotto: la flessibilità esiste… se e quando lo decide l’azienda.

UTO – Urgent Time Off

Il capolavoro.

Un sistema pensato per gestire gli imprevisti. “Consentendo” ai lavoratori di richiedere un permesso giornaliero last minute. Peccato che, anche in questo caso, Amazon mette dei “paletti” che sono dettati dal Destino!!! Perché anche gli “imprevisti”, devono accadere rispettando certe regole.

Nel dettaglio:

  • Gli imprevisti non possono essere più di 4 (quattro) nell’anno solare;
  • Gli imprevisti devono essere massimo 1(uno) a trimestre;
  • Se non hai avuto imprevisti nel trimestre… non puoi cumulare UTO non usufruiti nei trimestri successivi;
  • L’imprevisto non deve capitare di sabato e domenica, e nel caso il Lavoratore operi nella stamperia di TRN2, l’imprevisto non deve capitare nemmeno di venerdì;
  • Poi vi sono alcuni giorni nel trimestre in cui non può assolutamente avvenire un imprevisto. A titolo indicativo nel trimestre aprile-maggio-giugno 2026 l’imprevisto non deve capitare nei giorni: 7-24-30 aprile e nei giorni 1-2-3-22-23-24-25-26 giugno.

In sostanza ogni lavoratore è espressamente pregato di concordare “gli Imprevisti” con il proprio Fato!

In sostanza: anche gli imprevisti devono rispettare il calendario aziendale Amazon.

Altro che flessibilità.

Qui siamo alla pianificazione del caso fortuito.

Turno famiglia: davvero una novità?

Il cosiddetto “turno famiglia” viene presentato come una conquista. Ma esiste già un quadro normativo chiaro:

  • Legge n. 53/2000;
  • strumenti di conciliazione vita-lavoro già previsti;

Quindi la domanda è: è una conquista… o una semplice formalizzazione di ciò che già dovrebbe essere garantito?

La verità: cosa cambia davvero?

Tolta la narrazione, resta questo: nessun intervento sulle condizioni di lavoro e sui carichi connessi all’attività lavorativa; nessuna limitazione concreta ai sistemi di controllo; nessuna estensione a livello nazionale, ma soprattutto… nessun verbale di accordo scritto reso pubblico e alla portata dei lavoratori.

In definitiva, è stato formalizzato ciò che già esiste. Non è cambiato nulla.

In conclusione

Definire “storico” un accordo di questo tipo è, nel migliore dei casi, una forzatura. Nel peggiore: mera narrativa propagandistica.

ALA non contesta il principio del confronto sindacale.

Ma contesta una narrazione che:

  • amplifica risultati limitati;
  • omette contraddizioni evidenti;
  • non mette i lavoratori nelle condizioni di valutare davvero.

E soprattutto: continuerà a chiedere la pubblicazione integrale dell’accordo.

Perché senza testo,
senza trasparenza,
senza confronto reale,
non esistono vittorie.
Solo marketing.

Comunicato Stampa Ufficiale del 16 marzo 2026

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ALA PROCLAMA UNA NUOVA TORNATA DI SCIOPERI IN AMAZON ITALIA LOGISTICA E TRANSPORT

L’evolversi della mobilitazione su tutti i poli logistici nazionali aziendali

L’organizzazione sindacale ALA – Associazione Libera Associates ha proclamato la Terza Fase di scioperi che interesserà il personale operante presso Amazon Italia Logistica e Transport e le strutture della rete ad esse collegate.

Oltre alle già note motivazioni – caposaldo delle precedenti mobilitazioni promosse da ALA – si aggiungono le numerose segnalazioni degli ultimi mesi in merito a criticità relative alle condizioni di lavoro e all’intensificazione di procedure disciplinari nei siti operativi.

Nel corso delle ultime settimane ALA ha avviato diverse iniziative di tutela, tra cui:

  • ricorsi nelle sedi competenti
  • esposti e segnalazioni agli organi istituzionali
  • partecipazione a audizioni e procedure arbitrali
  • vertenze legali e nuove iniziative a favore di tutti i lavoratori

Parallelamente l’organizzazione sindacale ha – ancora una volta – richiesto alle aziende l’apertura di un confronto finalizzato all’esame delle problematiche segnalate dai lavoratori.

Ed ancora una volta, tali richieste non hanno finora portato all’avvio di un confronto strutturato.

Per questo motivo l’organizzazione sindacale ha proclamato una nuova iniziativa di mobilitazione articolata su due fasi.

La prima fase prevede uno sciopero per l’intero turno di lavoro (sia turni Full-Time che turni Part-Time) nei giorni 20, 21, 22 e 23 marzo 2026. La seconda fase prevede uno sciopero per l’intero turno di lavoro (sia turni Full-Time che turni Part-Time) nei giorni 27, 28, 29 e 30 marzo 2026.

Questa mobilitazione si inserisce all’interno di una strategia più ampia di tutela dei lavoratori che comprende sia iniziative sindacali sia azioni legali e istituzionali. L’organizzazione sindacale ribadisce sempre la propria disponibilità ad aprire un confronto con le aziende sulle problematiche segnalate dai lavoratori.

Per ulteriori approfondimenti

Comunicato Stampa Ufficiale del 08 febbraio 2026

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Comunicati Ufficiali

LA CORTE D’APPELLO DI TORINO ANNULLA IL LICENZIAMENTO DI MASSIMO CARLI

Riconosciuta la piena legittimità di ALA e dell’attività sindacale svolta

La Corte d’Appello di Torino – Sezione Lavoro – con sentenza n. 47/2026 depositata il 6 febbraio 2026, ha annullato il licenziamento illegittimo comminato da Amazon Italia Logistica s.r.l. al Segretario Generale di ALA – Associazione Libera Associates – Sig. Massimo Carli, disponendone la reintegrazione nel posto di lavoro.

La decisione rappresenta una affermazione netta e inequivocabile dei principi fondamentali di libertà sindacale, respingendo i tentativi di delegittimazione di ALA e di compressione dell’attività sindacale posti in essere dall’azienda.

La Corte ha riconosciuto che ALA è un’organizzazione sindacale pienamente legittima, dotata di uno statuto coerente, di finalità sindacali concrete e di un’attività effettiva, ed il Sig. Massimo Carli riveste una carica sindacale di livello nazionale, con pieno titolo all’esercizio delle prerogative previste dall’ordinamento.

Il fulcro della pronuncia risiede nell’affermazione di un principio di diritto di particolare rilievo: l’aspettativa sindacale prevista dall’art. 31 della Legge n. 300/1970 costituisce un diritto POTESTATIVO, che non richiede la rappresentatività del sindacato né la sottoscrizione del contratto collettivo applicato in azienda. Nessuna disposizione consente al datore di lavoro di subordinare l’esercizio di tale diritto a criteri contrattuali o a valutazioni discrezionali.

Questa pronuncia assume un valore che travalica il singolo caso, riaffermando con forza che lo Statuto dei Lavoratori prevale su ogni interpretazione restrittiva di fonte contrattuale e che la libertà sindacale non può essere compressa attraverso cavilli formali, pressioni organizzative o provvedimenti disciplinari.

ALA accoglie questa decisione come la conferma della piena legittimità del proprio operato e come un segnale chiaro rivolto a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori: i diritti sindacali sono tutelati dall’ordinamento e possono essere esercitati anche da organizzazioni sindacali autonome, non riconducibili ai tradizionali assetti confederali.

La sentenza della Corte d’Appello di Torino rappresenta un precedente di assoluto rilievo per il mondo del lavoro e per tutte le realtà sindacali che operano con serietà, autonomia e determinazione nella tutela dei diritti, della dignità e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori.

Qui di seguito la sentenza integrale della Corte d’Appello di Torino depositata in data 06 febbraio 2026

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Comunicato Stampa Ufficiale del 30 ottobre 2025

Grafica con la scritta «Comunicato stampa» su una scrivania con documenti
Comunicati Ufficiali

ALA DÀ VOCE AI LAVORATORI

al via le assemblee NON RETRIBUITE all’esterno dei siti Amazon.

A seguito della chiusura al dialogo da parte di Conftrasporto e Amazon Italia Logistica S.r.l., ALA – Associazione Libera Associates annuncia l’apertura di una tornata di assemblee sindacali non retribuite in tutti i siti Amazon.

Le assemblee si svolgeranno all’esterno dei luoghi di lavoro, nelle aree pubbliche limitrofe agli stabilimenti, e saranno aperte a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro iscrizione ad ALA.

«Poiché l’azienda continua a negare la possibilità di tenere assemblee all’interno dei propri siti – dichiara Massimo Carli, Segretario Generale ALA – abbiamo deciso di portare la voce dei lavoratori all’esterno, nei luoghi dove nessuno può zittirla. Lo sciopero non è un fine – ancorché legittimo – ma il mezzo che Amazon stessa ci ha imposto per farci ascoltare. ALA vuole restituire spazio, parola e dignità ai lavoratori.»

Massimo Carli, Segretario Generale ALA

Durante le assemblee, i lavoratori potranno confrontarsi liberamente sui temi che hanno dato origine alla mobilitazione (a titolo esemplificativo e non esaustivo):

  • trasparenza dei sistemi di timbratura e rilevazione oraria;
  • rispetto dei 30 minuti effettivi di pausa;
  • riequilibrio delle prassi disciplinari;
  • sicurezza, rispetto e pari trattamento di tutti i lavoratori nei luoghi di lavoro.

ALA invita tutti i lavoratori del comparto Amazon a partecipare attivamente, in un clima di confronto civile e costruttivo, per dare forza e partecipazione a una voce collettiva che nasce dai lavoratori e guarda al futuro.

Il calendario completo delle assemblee sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito ufficiale dell’Associazione: www.associazioneliberaassociates.it

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